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PROGETTO DI EDUCAZIONE ALLA LEGALITA’

 

In questa sezione sono riportate le pubblicazioni degli atti relativi ai percorsi di Educazione alla Legalità effettuati negli anni scorsi in questo Liceo e a cura del Prof. E. Camilleri.

Giovanni Falcone e Paolo Borsellino non smettevano mai di rimarcare la necessità del coinvolgimento dei giovani nella lotta contro la mafia attraverso la loro sensibilizzazione e partecipazione agli itinerari di Educazione alla Legalità.

Oggi tali percorsi appartengono alla diffusa sensibilità civile e sociale delle giovani e dei giovani siciliani ed italiani.

Le testimonianze qui riportate intendono costituire memoria di tutti coloro che hanno sacrificato tutto per un Paese più giusto e libero dalla mafia e riferimento per tutti coloro che intendono continuare a percorrere i percorsi della legalità.

 

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Attraverso la collaborazione con il procuratore della Repubblica G. Alicata, gli studenti del Galilei intervistano Filippo Malvagna, il più grosso pentito di mafia della provincia di Catania. Gli studenti hanno preparato delle domande su questa persona: domande che riguardano la sua storia, la sua esperienza di persona appartenente a Cosa Nostra.
Le domande sono state raccolte in un audiocassetta che poi sono state trasmesse al pentito.
OBIETTIVI:
  1. della conoscenza del fenomeno del "pentitismo".
  2. dell'esperienza all'interno di questo "fenomeno" attraverso le domande che gli studenti hanno preparato e le risposte che sono pervenute.
  3. del giudizio critico su questo particolare problema.
MATERIALI

Il lavoro è stato raccolto tutto in un libro dal titolo" IL RUOLO DEI PENTITI NELLA LOTTA CONTRO LA MAFIA".

 

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E' stata fatta un'indagine sulla criminalità giovanile a Catania, sulle cause e i possibili rimedi alla devianza e al disagio giovanile. Sono stati usate tabelle comparative, dati statistici fornite dal tibunale e tratte dal quotidiano " LA SICILIA" e  dalla rivista "CITTA' UTOPIA".  L'introduzione ai lavori è stata effettuata con una conferenza dibattito con   Giovanbattista Scidà, Presidente del Tribunale per i minorenni di Catania. Alla fine  si è svolta una tavola rotonda con i giornalisti Pinella Leocata, Pino Finocchiaro e Alfio Sciacca.
OBIETTIVI:
  1. Comprensione di ciò che in effetti rappresenta il disagio giovanile percepito sia dai ragazzi che dai professori.
  2. Prendere coscienza che la criminalità minorile a Catania non è una categoria psicologica o sociologica, ma che dipende strettamente da cause culturali legate al contradditorio sviluppo della città.
  3. I giovani protagonisti del cambiamento e dello sviluppo
MATERIALI
Tutte le relazioni pervenute, gli interventi degli studenti e degli esperti, le indagini sulla condizione minorile, i dati statistici utilizzati sono stati raccolti in una pubblicazione "Cattivi Ragazzi Catanesi".

 

METODOLOGIA
Partendo dal successo del film “I cento passi”, la ricerca ha indagato sulla storia di questo giovane rivoluzionario siciliano che ha combattuto la mafia. Si riportano le testimonianze del fratello Giovanni, dell’amico Salvo Vitale, di Claudio Fava
OBIETTIVI:
  1. Capire che la lotta alla mafia non è soltanto quella combattuta dallo Stato con le sue Istituzioni (Magistratura, Foze dell’ordine, ecc…), ma che si è e si può ancora svolgere nel “vicino” di ciascuno di noi: in famiglia, nel quartiere, nella nostra città.
  2. Assumere la storia di Peppino Impastato come esempio da seguire nella lotta contro la violenza e le intimidazioni di tipo mafioso (usura, pizzo, traffico di droga, ecc. …)
MATERIALI
MATERIALI Nel libro “Peppino Impastato finalmente è ampiamente riportato il contesto storico in cui operò Peppino Impastato, il ruolo di Tano Badalamenti, l’esperienza di Radio Aut, l’incontro degli studenti con Salvo Vitale e Claudio Fava.

 

METODOLOGIA
  1. Conferenza dibattito con Magistrati (D,Agata, Acagnino), politici (Lumia) Dirigenti Agenzia Demanio (Spadaio)
  2. Attività seminariali, di ricerca e di raccolta dati.
  3. Allestimento di una mostra fotografica sui beni sequestrati ricadenti a Catania e Provincia.
  4. Presentazione della Mostra fotografica con Conferenza stampa ed apertura della stessa alla cittadinanza e alle scolaresche.
  5. Produzione di un libro che raccoglie i testi legislativi, le relazioni e gli interventi degli studenti presentati nel corso delle conferenze-dibattito, le foto della mostra, ecc…
OBIETTIVI:

OBIETTIVI COGNITIVI
Acquisire conoscenze, dati
a) sulle origine della mentalità mafiosa,
b) sulle conseguenze nel tessuto economico/sociale dei meccanismi di accumulazione mafiosa,
c) sulle iniziative dello Stato di recupero ed utilizzo per fini socialmente positivi dei beni mafiosi.

OBIETTIVI FORMATIVI
Acquisire coscienza che:
a) la mentalità mafiosa è un fattore dipendente dall’educazione civile e morale,
b) la libertà e la dignità della persona umana si possono affermare solo fuori da rapporti interpersonali di tipo mafioso,
c) ove manchino i valori della libertà e della dignità emergono meccanismi di illegalità, violenza e sopraffazione,
d) le Istituzioni dello Stato possono trovare slancio ed efficacia operativa nella condivisione con la scuola e la società del progetto di affermare giustizia e legalità.

MATERIALI
Si tratta della prima indagine sui beni confiscati alla mafia nella città e nella provincia di Catania. La ricerca contiene gli interventi di M. Acagnino, Consigliere in Corte d’Appello, di Giuseppe Lumia, componente della Commissione parlamentare antimafia, del Dott. Alfio Spadaio, già Dirigente dell’ufficio del Demanio di Catania. In appendice numerose tabelle ed interessantissimi grafici.

Le pubblicazioni si possono scaricare qui

 

 

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